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La Classificazione dei rifiuti


 I rifiuti

Le sostanze o gli oggetti che derivano da attività umane o da cicli naturali,
di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi, sono definiti rifiuti.
Vengono classificati secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e,
secondo le caratteristiche in rifiuti pericolosi e non pericolosi.Tutti i rifiuti sono identificati da un codice a sei cifre. L'elenco dei codici identificativi è articolato in 20 classi: ogni classe raggruppa rifiuti che derivano da uno stesso ciclo produttivo. All'interno dell'elenco, i rifiuti pericolosi sono contrassegnati da un asterisco.

I rifiuti urbani

Sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici. Si intendono quei rifiuti che vengono prodotti normalmente nelle famiglie, nei negozi, negli uffici, nei ristoranti e nelle mense aziendali, scolastiche, ecc. Vengono raccolti con i cassonetti stradali. Non vanno considerati rifiuti i materiali che possono essere riciclati o che sono nocivi alla salute.
I materiali riutilizzabili vanno messi negli appositi contenitori o portati direttamente ai Centri di Raccolta Differenziata.

c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale.
g) I rifiuti liquidi. Non devono mai essere versati nei cassonetti, nemmeno se contenuti nelle confezioni.
Residui di prodotti per la pulizia della casa (trielina, benzina, solventi, vernici, olio minerale) non vanno gettati negli scarichi idrici (lavandino, w.c., fognature, ecc.), ma vanno raccolti separatamente e consegnati ai Centri di Raccolta Differenziata.
h) I rifiuti organici. Sono costituiti da scarti domestici di cucina e scarti della ristorazione, scarti dei giardini e del verde pubblico. Possono essere riutilizzati vantaggiosamente dopo essere stati trasformati in compost. Per agevolare il processo di compostaggio i rifiuti organici devono essere quanto più possibile puliti, ovvero privi di impurità quali vetro, plastica e metalli.  
i)I rifiuti voluminosi (mobili, elettrodomestici fuori uso, apparecchi sanitari, imballaggi ecc.)                     
  Non vanno messi nei cassonetti, ma vanno portati nei cassoni per rifiuti voluminosi o ai Centri di Raccolta Differenziata                                                                             


Sapere qual è la composizione dei rifiuti urbani permette di programmare meglio la gestione, quindi lo smaltimento e il riciclaggio. Una consistente presenza di frazioni combustibili con elevato potere calorifico, ad esempio, può orientare verso l’incenerimento con recupero di calore.
 La percentuale di inerti, invece, permette di orientare la quota di materiali da conferire, comunque in discarica.


I rifiuti urbani pericolosi (RUP)

I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da tutta quella serie di rifiuti che, pur avendo un’origine civile, contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani “normali”.
Tra i RUP, i principali sono i medicinali scaduti e le pile.

I rifiuti speciali

Sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo;
c) i rifiuti artigianali e industriali. Il regolamento comunale assimila i rifiuti speciali non pericolosi, prodotti da attività artigianali, industriali, commerciali e di servizi, ai rifiuti urbani per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento.
Per le aziende di piccola dimensione è fatto obbligo conferire tali rifiuti al servizio di nettezza urbana, al fine di permettere il recupero dei materiali riciclabili.
d) i rifiuti da attività commerciali;
e)  i rifiuti da attività di servizio;
f) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e a altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
g) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
h) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
i) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
j) il combustibile derivato da rifiuti;
k) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.
Rifiuti pericolosi e non pericolosi
Sono rifiuti pericolosi quelli contrassegnati da un apposito asterisco e sono:
- batterie e pile;
- prodotti e relativi contenitori, etichettati con il simbolo "T", o "F";
- prodotti farmaceutici inutilizzati o scaduti o avariati;
- lampade a scarica e tubi catodici;
- siringhe giacenti sulle aree pubbliche, in uso pubblico o aperte al pubblico, del territorio comunale;
- cartucce esauste di toner per fotocopiatrici e stampanti

In tale elenco alcune tipologie di rifiuti sono classificate come pericolose o non pericolose fin dall’origine, mentre per altre la pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose  e/o metalli pesanti presenti nel rifiuto.
Per sostanza pericolosa si intende qualsiasi sostanza classificata come pericolosa; questa classificazione è soggetta ad aggiornamenti, in quanto la ricerca e le conoscenze in questo campo sono in continua evoluzione.

I metalli pesanti sono antimonio, arsenico, cadmio, cromo, rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno: possono essere presenti sia puri che, combinati con altri elementi, in composti chimici.

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